11 settembre 2005

Risveglio a Sydney

Mi sveglio poco prima delle 8, aggiusto l'orologio sul fuso orario di Sydney, mando un SMS a casa per avvertire che sono arrivato (avevo comunque segnalato i miei spostamenti ogni qualvolta il cellulare avesse campo, ho una bella raccolta di SMS di benvenuto da parte delle varie compagnie telefoniche). Guardo fuori dalla finestra: è una giornata uggiosa, il cielo è coperto e pioviggina a tratti. Mi copro senza esagerare - mi sento ottimista - ficco nello zaino la guida e la macchina fotografica digitale ed esco. Poche persone per strada: ma certo, è domenica ! Dopo qualche isolato mi accorgo che i nomi delle vie non quadrano con quelle che mi sarei aspettato, non so bene dove sono e scopro che a Sydney esistono almeno altri due Hotel Ibis, entro in un barettino e faccio la tipica colazione all'inglese: pancetta affumicata, uovo all'occhio di bue, una salsiccia e da bere tè e succo d'arancia. Buona e abbondante per una decina di dollari australiani, dal giornale apprendo che, malgrado i miei pensieri della sera precedente e il fatto che oggi sia l'11 settembre (ma in Europa, mi viene in mente adesso, non ancora !) , la regina Elisabetta, Buckingham palace e il resto del mondo esistono ancora. Esco tirando su il bavaro del golfino, un vento freddo e rafficato che spazza le vie di Sydney mi ricorda che qui è la fine dell'inverno; per strada incontro persone con il cappotto e persone in calzoncini corti, concludo che gli abitanti di Sydney sono un po' strani. Mi dirigo verso un edificio più recente antistante uno spazio aperto: sono tra Market City che sta aprendo proprio in questo momento, Chinatown e una stazione della monorotaia, questo mi permette di capire meglio grazie alla mappa della guida dove mi trovo. Market City è un edificio di più piani, un grosso outlet ai piani superiori, un mercato coperto, che è tutto un pullulare di cinesi, nel seminterrato.

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